L’Azienda: Montevertine
Prima di parlare del vino, è utile ricordare l’azienda che lo produce. Montevertine è un’icona della Toscana, situata a Radda in Chianti a 425 metri di altitudine . Acquistata nel 1967 da Sergio Manetti come casa per le vacanze, l’azienda divenne una realtà vitivinicola di fama mondiale dopo il successo della prima vendemmia del 1971 . Oggi è guidata dal figlio Martino Manetti, con la consulenza storica del celebre enologo Giulio Gambelli .
La filosofia di Montevertine è sempre stata chiara e controcorrente: puntare esclusivamente su vitigni locali come Sangiovese, Canaiolo e Colorino, rifiutando di piantare varietà internazionali come Cabernet o Merlot . Per questo motivo, nel 1982, l’azienda scelse di uscire dal Consorzio del Chianti Classico e di etichettare i propri vini come Toscana IGT , una scelta che li ha resi precursori e simboli del movimento dei “Super Tuscan”, ma in una versione più tradizionale e legata al territorio.
Il Vino: Montevertine Toscana IGT 2010
Il Montevertine (spesso chiamato “Rosso” per distinguerlo dal top di gamma “Le Pergole Torte”) è il vino storico e il “primo nato” della cantina . È stato prodotto per la prima volta nel 1971 e, dal 1982, è commercializzato come Toscana IGT .
Vitigni e Terroir
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Vitigni: un blend di Sangiovese (prevalente), con una piccola percentuale di Canaiolo e Colorino.
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Provenienza: uve selezionate dai vigneti di Montevertine, a Radda in Chianti .
Vinificazione e Affinamento
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Vinificazione: fermentazione alcolica in vasche di cemento per circa 21 giorni. La fermentazione malolattica avviene anch’essa in cemento .
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Affinamento: il vino matura per 24 mesi in botti di rovere di Slavonia (botti grandi e neutre). Seguono poi circa 3 mesi di riposo in bottiglia prima della commercializzazione .
Profilo Organolettico (da recensioni e note critiche)
Le recensioni per il 2010 dipingono un vino elegante, preciso e dalla grande bevibilità.
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Aspetto: un colore rubino chiaro, che in alcune descrizioni tende leggermente all’arancio se invecchiato .
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Naso: Il bouquet è fine e complesso. Le recensioni parlano di aromi che spaziano dalla frutta rossa come lampone, ciliegia e frutti di bosco, a note di tè nero, polvere da sparo, liquirizia e violetta . Alcune fonti aggiungono sentori di cedro, legno, carne affumicata e terra .
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Palato: In bocca, il vino è descritto come setoso, vivo e puro . L’ingresso è caratterizzato da una vivida acidità e da un frutto di ciliegia acida, con una struttura che tende al medio-corpoe a una forma “slanciata” piuttosto che massiccia . I tannini sono descritti come finissimi e gessosi, mentre l’acidità è “baciata dal limone” e sapida . Emergono anche note di cuoio, tartufo, erbe e spezie . Un degustatore ha notato che, pur essendo un “Super Tuscan”, è molto più leggero di quanto ci si aspetti, grazie alla predominanza del Sangiovese .
Dati Tecnici e Riconoscimenti
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