“Terre di Confine” è un progetto nato nel 2020 dalla mente e dalla passione dell’enologa Giulia Marangon e della sua compagna Rachele Baldini . La scelta del nome è già un manifesto: rappresenta l’incontro tra le loro anime (una ligure e una toscana) e la posizione geografica dei vigneti, situati proprio sul confine tra la Toscana e la Liguria, nella provincia di Massa Carrara . Un confine non solo amministrativo, ma anche tra il microclima montano e quello mediterraneo .
La loro filosofia produttiva è quella del “land recovery”, ovvero il recupero di antichi vigneti in stato di abbandono o semi-abbandono, per proteggere la biodiversità e l’identità del territorio . I due appezzamenti di vigna, situati nelle località di Monteverde e Montegreco, hanno un’età compresa tra i 40 e gli 80 anni . Data la pendenza, le viti sono sistemate su terrazzamenti, dove ogni lavoro viene svolto esclusivamente a mano . Le pratiche in vigna seguono i principi dell’agricoltura biodinamica (senza certificazione ufficiale) e della viticoltura conservativa, che mira a proteggere il suolo e preservare le risorse naturali . Non si utilizzano prodotti chimici di sintesi .
L’Intero: Descrizione del Vino
1. Il Nome e la Filosofia Produttiva
Il nome “L’Intero” è un riferimento diretto al metodo di vinificazione: l’uva viene fatta fermentare a grappolo intero, a contatto con le bucce . La fermentazione non è carbonica (come potrebbe suggerire il termine), ma tradizionale: l’ambiente non raggiunge mai una saturazione di anidride carbonica . Il contatto con le bucce dura circa 10 giorni (o 6-8 a seconda dell’annata) .
2. I Vitigni e l’Assemblaggio
L’Intero è un assemblaggio di vitigni rossi autoctoni provenienti dalle vigne antiche, tra cui principalmente :
3. Vinificazione e Affinamento
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Vendemmia: Esclusivamente manuale .
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Fermentazione: Spontanea con lieviti indigeni .
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Affinamento: Il vino matura per 12 mesi in tonneaux (botti di legno di media grandezza), seguiti da un periodo di 8 mesi in bottiglia prima della messa in commercio . Il vino non viene filtrato né chiarificato .
4. Profilo Organolettico
Le note di degustazione disponibili descrivono un vino dal carattere deciso, capace di raccontare il suo territorio.
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Aspetto: Probabilmente un rosso rubino di media intensità.
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Al naso: Il bouquet è fragrante e complesso, caratterizzato da una forte impronta minerale e salina, che ricorda il mare e la macchia mediterranea . A questo si aggiungono intense note di frutta rossa e di bosco (ciliegia, mirtillo, ribes), con sentori di scorza d’arancia e balsamici .
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Al palato: In bocca è fresco, sapido e di buona bevibilità, con una piacevole croccantezza e una texture leggermente ruvida che richiama la terra . Il frutto è integro e si accompagna a una fine speziatura, il finale è persistente e invita a un altro sorso .
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