Un articolo tratto da FERNANDO PARDINI
‘In Via dell’Uva, che altri non è se non la Mulholland Drive del Candia massese, c’è una vigna pendente su suoli di sabbia e scarsa argilla. Misura 1 ettaro, o giù di lì, e il mare ce l’ha davanti, enorme.
Per salvarsi dalle erosioni si affida alla sola forza delle sue radici, radici che trattengono.
Non la conquisti mica quella pendenza lì, fai fatica anche a guardarla senza evitare vertigine: ti fa agio una monorotaia.
Il Candia è storia di microappezzamenti contadini, e in Via dell’Uva, al numero 10, ne conti uno, governato eroicamente da un vignaiolo consapevole.
Marco Verona ha lasciato tutto ( una laurea in architettura, un lavoro di grafico, una enoteca….) per tornare alla sua terra natìa e ricominciare da lì un lavoro da viticoltore anarchico & indipendente.
Dopo varie sperimentazioni approda ai primi imbottigliamenti nel 2016, arrivando a sposare il più radicale degli approcci: l’essenzialità.
Nei suoi bianchi hai la carnosa seduzione materica che ti aspetti dai vini del luogo, con tutto il portato di solarità e di enorme salinità, e con i profumi che spingono cangianti su macchia mediterranea e fiori di ginestra.
Nei suoi vini respiri autenticità, assenza di orpelli. E una impronta naturale che non si traduce in approssimazione o in lessico enologico ballerino, bensì in chiarezza espositiva, caratterizzazione, dettaglio.
La sua azienda è piccola, piccolissima, ma porta in sé e con sé un significato grande. Come un avamposto.
Qui è dove si onorano una terra e un’appartenenza nel rispetto di una visione nuova.
Quanto ai vini, beh, sono vini fronte mare, lo vedi e lo senti. O forse semplicemente del mare, del mare che c’è lì. Non altri’
Nel bianco Sedì (il nome sta per ‘sei giorni’, quelli in cui il vino sta in contatto con le bucce): 70%Vermentino, Malvasia di Candia, Albarola, Trebbiano toscano.
Fermentazione spontanea in acciaio senza aggiunta di lieviti, completamente naturale.
La vinificazione viene fatta a breve contatto con le bucce senza rimontaggi e follature. La Fermentazione malolattica è eseguita in botti di legno. Non subisce nessuna chiarificha.
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