Informazioni aggiuntive
| Produttore | Maestà della Formica |
|---|---|
| Anno | 2020 |
| Vitigni | Malvasia, Trebbiano |
| Località | Garfagnana, Italia, Lucca, Toscana |
| Gradazione Alcolica | 11,5% |
| Tipologia | Vino Bianco |

€90,00
| Produttore | Maestà della Formica |
|---|---|
| Anno | 2020 |
| Vitigni | Malvasia, Trebbiano |
| Località | Garfagnana, Italia, Lucca, Toscana |
| Gradazione Alcolica | 11,5% |
| Tipologia | Vino Bianco |
La storia inizia nel 1950, quando il matrimonio tra Paula Meyer e Willibald Näkel unisce due famiglie e le loro proprietà, dando vita a quella che oggi chiamiamo Weingut Meyer-Näkel . In un’epoca in cui il vino tedesco era quasi esclusivamente dolce e il vino rosso veniva spesso servito caldo, Willibald ebbe l’intuizione di andare controcorrente, producendo i primi vini rossi secchidell’Ahr . La sfida di un piccolo vigneto di appena 1,5 ettari, in una regione così a nord (appena sotto il 50° parallelo), sembrava folle a molti, ma gettò le basi per tutto ciò che sarebbe venuto dopo .
Il vero pioniere, però, fu il figlio, Werner Näkel. Nel 1982, Werner, che insegnava matematica ed educazione fisica, si trovò a dover prendere in mano l’azienda di famiglia, e la sua visione cambiò per sempre il destino della cantina e dell’intera regione . Ispirato da un viaggio in Borgogna, Werner importò una tecnica rivoluzionaria per l’epoca: l’affinamento in barrique . In vigna, la sua idea fu ancor più radicale: ridurre drasticamente la resa delle uve per ottenere una qualità superiore . I colleghi lo consideravano un pazzo, ma la sua scommessa si rivelò vincente. Nel 1989, Werner vinse un prestigioso premio per il suo Spätburgunder del 1987, dimostrando al mondo che il Pinot Nero tedesco poteva competere con i migliori . Negli anni successivi, la sua fama crebbe fino a essere nominato “Enologo dell’Anno” dalla guida Gault-Millau nel 2004 e a vedere il suo lavoro premiato con il più alto riconoscimento da Falstaff . Decanter lo incoronò addirittura come il miglior Pinot Nero del mondo, superando la Borgogna, la Nuova Zelanda e l’Oregon .
La passione per il vino venne trasmessa fin da subito alle figlie, Meike e Dörte . Si narra che Dörte, già all’asilo, capì che la sua strada era quella del vignaiolo, mentre Meike ebbe la sua “illuminazione” durante uno stage . Entrambe studiarono all’istituto di Geisenheim e, rispettivamente nel 2005 e nel 2008, rientrarono in azienda per affiancare il padre, portando avanti la quinta generazione . Insieme alla madre Claudia, Werner aveva nel frattempo espanso la tenuta fino agli attuali 20-23 ettari .
Oggi, le sorelle gestiscono l’azienda con una filosofia chiara: “I nostri vini sono autentici. Riflettono il terroir unico dei nostri vigneti nell’Ahr” . Il loro obiettivo è portare in bottiglia la mineralità, l’eleganza e la tensione che solo i ripidi pendii di ardesia dell’Ahr sanno donare . Oltre a mantenere la tradizione, hanno saputo guardare al futuro, adottando pratiche sostenibili certificate Fair ‘N Green e utilizzando bottiglie più leggere per ridurre le emissioni di CO2 . Meike è anche vicepresidente dell’organizzazione dei produttori di alta gamma tedeschi, il VDP .
Il 14 luglio 2021, la storia dell’azienda subì una svolta drammatica. Una violenta alluvione colpì la valle dell’Ahr, devastando interi villaggi . Le sorelle Näkel, nella loro cantina, si ritrovarono intrappolate dall’acqua che saliva inesorabile. Dopo aver rotto una finestra, furono trascinate per quasi un miglio dalla corrente . La loro salvezza fu miracolosa: riuscirono ad aggrapparsi per undici ore a un albero piantato dal loro bisnonno, le cui radici profonde tennero saldamente .
La cantina fu distrutta, le attrezzature andarono perdute e la maggior parte della vendemmia 2020 fu spazzata via . Ma la rinascita, anche questa volta, è storia. Grazie alla solidarietà di tutto il mondo del vino tedesco, con produttori iconici come Klaus Peter Keller, Friedrich Becker e Cornelius Dönnhoff, i lavori di recupero nei vigneti permisero di salvare la vendemmia 2021 . I pochi barili miracolosamente recuperati dalla cantina vennero venduti con l’etichetta “Lost Barrels”, un simbolo della resilienza di questa famiglia .
Da questo terroir unico e da questa storia di passione e rinascita nasce il Kräuterberg Spätburgunder GG 2012 .
Il nome stesso del vigneto, “Kräuterberg”, che in tedesco significa “monte delle erbe”, ci introduce al suo carattere . Siamo a Walporzheim, dove le viti crescono su terrazze antichissime, estremamente ripide, su un suolo di ardesia blu mista a sabbia e argilla . Questo terreno dona al vino una mineralità e un’eleganza che lo rendono uno dei più rappresentativi della zona.
Per questo VDP.Grosse Lage®, il massimo gradino qualitativo per i vini tedeschi, non si fanno sconti. Le uve, da vecchie viti, vengono raccolte a mano e selezionate con cura . La fermentazione e la macerazione (della durata di circa 20 giorni) avvengono in contenitori di legno, per poi essere seguite da un affinamento di 16-18 mesi in barrique di rovere francese .
Le recensioni della critica per questo vino sono unanimi nel descrivere un’esperienza sensoriale di altissimo livello, contraddistinta da:
Al naso: un bouquet che spazia dalle erbe aromatiche e spezie (che richiamano il nome del vigneto) a note tostate e di frutta scura come amarena, prugna e mora .
Al palato: un vino dalla texture setosa ma dalla struttura poderosa . È definito “giovane”, ma con un potenziale di invecchiamento notevole. L’acidità cristallina e i tannini finissimi regalano un finale lungo, salino e di una tensione minerale incredibile .
Reviews
There are no reviews yet.